F.A.Q.

Le foto di questo sito sono attualmente acquistabili on-line sul sito pro di Pietro: Photoshelter.com
 
Presto un negozio on-line sarà disponibile anche su questo sito multilingua. Al momento, i link sotto alle foto vi porteranno alla relativa foto su Photoshelter e da là potrete scegliere fra svariati formati e diversi tipi di supporto quali carte fotografiche, tele, allumini e altro.
 
Se non trovate il modo di acquistare, ecco una breve e semplice guida illustrata.
E in ogni caso, per informazioni consigli e acquisti non esitate a Scriverci.
Risponderemo al più presto.

 

I TravelSchool sono formati principalmente viaggi fotografici in città o paesi diversi.
 
In genere, dopo la colazione, si esce insieme e il fotografo segue i partecipanti spiegando le tecniche e verificandone l’apprendimento.
 
Dopo il tramonto, tornando in albergo, i partecipanti sono invitati a selezionare alcuni dei loro scatti e dopo la cena si procede a uno studio delle composizioni come ovviamente dei difetti e dei pregi di ogni scatto. In tal modo ognuno riceverà i consigli più adatti al proprio modo di approcciare la fotografia e di migliorarne i risultati.
 
Nei giorni a seguire a ognuno sarà poi chiesto di concentrarsi su ciò che più gli piace (ritratti, colori, architettura etc) e a ognuno saranno assegnati dei compiti specifici come per esempio la ricerca di elementi predominanti, l’elaborazione di composizioni bilanciate, l’uso del fuoco prospettico e via dicendo.
 
Ovviamente sarà a volte possibile per i partecipanti andare a fotografare anche da soli, se lo vorranno, per mostrare e studiare i risultati a fine serata.
 
Durante i TravelSchool io fotografo poco o niente. Molto dipende dall’atmosfera del momento ma in generale i TravelSchool sono pensati PER i partecipanti, non per il fotografo. Se lo scopo è il proprio portfolio, il proprio lavoro, o me stesso: allora io parto solo …

 

Le MasterClass sono in linea di massima incontri giornalieri in classe. A volte vengono realizzate masterclass di due giorni, in genere a Mosca, ma non solo, dedicate agli scatti il primo giorno e allo studio degli stessi nel giorno seguente. In generale, una Masterclass è un corso breve che, dopo degli accenni e delle riflessioni sulla natura della fotografia, mostra il linguaggio e le tecniche fotografiche, con particolare attenzione alla fotografia di viaggio in senso lato.

 

In genere, sono compresi nel prezzo esposto:
 
– il costo dell’albergo per le notti di viaggio, in camera doppia;
– la colazione;
– il transfer da e per l’aeroporto della città o del paese in cui si svolgerà il Travel School;
– almeno una coppia di biglietti al giorni per i trasporti urbani;
– le lezioni, l’accompagnamento del fotografo e l’uso eventuale di attrezzatura fotografica.
 
NON sono inclusi: 
– cibi e bevande (al di fuori della colazione in albergo);
– il costo extra di un’eventuale camera singola o suite in albergo;
– biglietti dei trasporti pubblici aggiuntivi a quelli specificati nei dettagli del viaggio;
– i costi di eventuali visti e/o tasse governative di ingresso o uscita nei paesi di destinazione;
– Tutto ciò che non è incluso di volta in volta nell’elenco di ciò che è incluso nel prezzo.
 
In ogni caso, ciò che è incluso è ben specificato nei dettagli di ogni singolo travel school che vi saranno forniti quando ci contatterete. Per ogni dubbio, per cortesia, chiedete informazioni prima della partenza. Per Informazioni e Prenotazioni: SCRIVETECI.

Il minimo indispensabile è semplicemente una macchina fotografica.
 
È fortemente consigliato portare un TREPPIEDE, anche piccolo. Se non lo avete, non è un problema. Pietro ha sempre un treppiede con sé e potrete usare la sua attrezzatura ma un treppiede per un intero gruppo di cinque o più persone è davvero poco e in generale vedrete che la prima cosa di cui vi renderete conto e ché un treppiede è fondamentale per migliorare le vostre fotografie. In base al tipo di foto che vorrete scattare, il treppiede vi servirà infatti anche di giorno!
 
Una cosa fondamentale è il conoscere almeno i rudimenti della propria macchina fotografica. Se non siete sicuri di dove si trovi il bilanciamento del bianco, per cortesia portate con voi il MANUALE della vostra macchina. Pietro ha sempre e solo fotografato con macchine NIKON. Potrà spiegarvi cosa è il Bilanciamento del Bianco, o cosa è la modalità a priorità di diaframmi, ma non come trovare tutte le impostazioni nei menu di produttori diversi da Nikon (e spesso anche nei vari modelli).
 
Quindi, ricapitolando: cosa portare?
 
1 Una MACCHINA FOTOGRAFICA (con obbiettivo fisso o meglio con uno variabile)
 
2 Possibilmente un TREPPIEDE.
 
3 Se volete portare il vostro NOTEBOOK, bene.
Ricordate infatti che bisognerebbe studiare le foto che avete fatto durante il giorno e di certo non ne farete solo cinque, quindi tornando in albero dovreste scaricare le schede di memoria e selezionare gli scatti che più vi piacciono. Eventualmente accennando già ad almeno un minimo di sviluppo del negativo digitale.
 
e infine … Buone GAMBE!
Ricordate che in ogni viaggio fotografico si camminerà per molte ORE al giorno. Non tornerete a casa riposati. Ma di sicuro, tornerete a casa felici (speriamo) e (speriamo ancora) avendo imparato molto non tanto dalla persona che vi accompagnerà, ma dal tipo di viaggio in sé. Specie se siete agli inizi della fotografia. I TravelSchool sono pensati per guardare il mondo in modo “migliore”, e con più consapevolezza.
 
A tal proposito, ecco un esempio di cosa fa il fotografo secondo Ferdinando Scianna (per chi non lo conoscesse: Ferdinando Scianna è uno dei più grandi fotografi viventi).
 

Il fotografo guarda, cercando di vedere. Ogni tanto, egli “vede” qualcosa!
Ferdinando Scianna

e Ancora
Così come il legno è la materia prima del falegname, il caso è la materia prima per ogni fotografo. Per ogni fotografo come me, almeno.Ferdinando Scianna

 

Di tutti!
 
La fotografia, come ogni altra cosa, è una cosa vasta e profonda. Non si pretende di saper tutto e anzi, sempre sapendo di non sapere, si discuterà più o meno di tutto quello che si potrà, nei limiti delle proprie conoscenze: dalla “definizione di bellezza”, al “rapporto aureo”; dal “decalogo Bressoniano” alle basi di teoria dei colori.
 
Come appunto per ogni altra cosa della vita, nessuno può conoscere tutto della fotografia in ogni suo aspetto. Se siete dei fisici, conoscerete le leggi fisiche dell’ottiche meglio anche di un fotografo e ancora, ciò non vi farà essere fotografi migliori. E di sicuro Pietro non potrà certo spiegarvi la teoria fisica del corpo nero o la legge di Plank per dirvi cosa sia il bilanciamento del bianco.
 
Come a Pietro piace sempre ricordare, citando Platone: il sapere e il non sapere, così il bello e il brutto, il vero e il falso sono spesso inscindibili “come il concavo e il convesso”.

 

Come per la domanda di prima: un po’ di tutto e niente!
 
Per i principianti, gli incontri con Pietro potranno essere spunti verso un nuovo modo di vedere il mondo, non semplicemente attraverso l’obiettivo. E si imparerà cosa fa’ una bella una brutta foto. Come riconoscere se una foto è buona o cattiva, ben fatta o sbagliata. E allo stesso tempo si imparerà che non esiste fotografia senza sviluppo. La foto non esce mai già pronta neppure dalle più costose camere fotografiche. Una foto è solo una parola. Sta a voi inserirla in un vostro discorso e pronunciarla con l’intonazione che vorrete. La macchina fotografica non dà voce alla fotografia. La macchina, è solo come le vostre corde vocali: può pronunciare una parole, ma sono la vostra mente e il vostro spirito a sviluppare il discorso attorno a quella parola! Quindi: oltre alla tecnica fotografica in sé, si parlerà anche del perché sia indispensabile al fotografo un secondo strumento quale Adobe Lightroom, o Nikon Capture (e cose simili).
 
Per chi invece sia già a un livello semi-professionale, gli incontri saranno una semplice eppur tuttavia rilevante, consistente e densa opportunità di confronto.
 
Ricordate che fotografare è come fare poesia. NON è facile.
Un grande fotografo come Gianni Berengo Gardin, ricordando un suo amico e maestro amava ricordare che: “Cartier-Bresson diceva sempre che se uno si mette di puzzo buono allora riesce ad avere una buona foto all’anno.” …
 
Una buona foto all’anno! Ed era gente come Berengo Gardin o Cartier-Bresson.
Buon lavoro a tutti noi! 

Senza star qui a ridire chi sia Henri Cartier-Bresson, né il come o il perché egli sia così importante nella storia della fotografia (ma pur invitandovi a rileggere qualcosa prima di prendere in mano la macchina fotografica), vi riportiamo quello che per molti fotografi è la base del “fare fotografia”. Ed ecco quindi quella che si può considerare l’eredità di Henri Cartier-Bresson per fotografi di tutti i tempi; una specie di “tavola dei dieci comandamenti”:
 
1. Il fotografo è invisibile. Il fotografo, non esiste;
2. Osserva la geometria del luogo;
3. Aspetta il momento decisivo, sii paziente;
4. Viaggiare apre la mente;
5. Un solo obiettivo fa sì che occhio e macchina fotografica siano una cosa sola;
6. Fotografa i bambini, tutti;
7. Guarda al mondo come fa un pittore, vedendo già l’immagine che ne farai;
8. Non tagliare il negativo;
9. Non falsare le immagini;
10. Non accontentarti mai. Va’ sempre oltre.

 
… e un suo Corollario
 

1. Semplifica la scena;
2. Riempi il Fotogramma;
3. Varia le geometrie interne;
4. Attenzione al centro;
5. Individua le direttrici;
6. Usa le diagonali;
7. Riporta i movimenti naturali della scena;
8. Non trascurare mai gli sfondi;
9. Esalta i colori;
10. Se hai buoni motivi: infrangi le regole.

 

Partiamo da un presupposto FONDAMENTALE. io sono convinto che la SCELTA di presentare un lavoro in Bianco e Nero oppure a Colori sia una vera e notevole prova di carattere del fotografo.
 
Detto ciò. Allo stesso tempo. Considero una prova di altrettanto carattere il presentare le foto sia in Bianco e Nero che a Colori in un luogo come questo sito web, per esempio, per il semplice fatto che non temo il giudizio di chi scatta esclusivamente in un modo o nell’altro. Al contrario, senza presunzione, in genere preferisco far vedere alla gente le due versioni in modo che questa possa scegliere.
 
Per lavori diversi, come una mostra o un articolo, la scelta è invece in generale più stringente. E la scelta va fatta semplicemente in base al destinatario al contenuto del discorso. Si vuole rimuove l’informazione del colore da un racconto e concentrarsi invece su concentrati di potenza espressiva tipici del bianco e nero come le forme e i chiaro-scuri? Allora scatto in BN e lavoro solo in BN. Per cose più leggere, i colori esistono e questo quanto. E sono belli. E le emozioni che suscitano sono meno profonde ma (e proprio per questo) più immediate. Come dire: avete mai visto un articolo di viaggio con foto in bianco e nero? Raramente o mai. Volete un reportage sociale? Allora si può pensare a concentrare la forza nelle luci e nelle ombre, senza distrarre i sensi con la moltitudine dei colori del mondo.
 
Scelta di linguaggio. Sperimentate, e usate il linguaggio più adatto ad ogni situazione specifica!
E in ogni caso: ricordiamoci delle parole di Saint-Exupery


Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”
Antoine de Saint-Exupéry

Incredibile ma vero: nella fotografia è la stessa cosa!
E infatti …


Se le tue foto non sono abbastanza buone, è perché non sei abbastanza vicino.”
Robert Capa

E sarà ancora la vita immensa, che non vede, non parla, non pensa”.

Nazim Hikmet

Eliminare per Eleggere. Significare il meno e non il più: ed è in quel meno poi che c’è il più.
 
otografate quello che NON vedete… Andate alla ricerca delle vostre radici. Senza radici, non ci sono frutti. Fotografate quello che NON vedete per dare significato a quello che vedrete; a quello che significherete.
 
La fotografia è tutta un mutamento, come nella vita. Se guardo quell’albero fuori, muta ogni giorno. Il giorno che non muta più, è perché si secca e muore.
 
Cambiate sempre per rimanere quello che siete.
 
Picasso used to say: “I’m not going to seek, I’m going to find.”
 
Picasso diceva: “Io non vado a cercare. Vado a trovare!”.
 
Capisci il caso: il caso diventa un fatto. Altrimenti rimane un caso.
 
Non dovete essere dei turisti. Dovete essere dei Pellegrini. Il pellegrino è quello che capisce viaggiando a piedi. Il pellegrino è quello che vive le situazioni, le assorbe, le trasmette.
 
Creatività vuol dire liberarsi del visto per significare il non visto.
 
Il colore è quella fusione, quella sintesi e quell’identità; quel comprendere, attraverso il tuo cuore e il tuo pensiero; per portarti a quello che è il tuo universo, a viverlo tutto, significarlo e trasmetterlo.Franco Fontana


E tutto ciò, aggiungerei modestamente io: è indiscutibilmente vero sia nella fotografia a colori, sia in quella solo in bianco nero. Perché NON ESISTE DIFFERENZA fra l’una e l’altra cosa. Né fra fotografia digitale e analogica.
Esiste solo “La Fotografia”.
 
Come sempre, uno è nessuno. E il due sono l’uno.
 
Inseparabili. Come il concavo e il convessoPlatone

 
 
E a proposito dei GRANDI … Ecco alcune fonti d’ispirazione